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Da Caparezza a Dante

La strada per la conoscenza percorre mille sentieri e bisogna impegnarsi molto per andare fuori strada. Beh a scuola ci riesce benissimo, nonostante essa sia abitata dagli esseri più curiosi del mondo!

di Paolo Mai

E’ la presunzione che ci frega. Le persone presuntuose fanno grande fatica ad ascoltare, si sentono la verità in tasca e vanno girando a spiegare la vita a tutti.

Se un maestro è presuntuoso la diffusione del sapere diventa una chimera e spesso accade che anzichè avvicinare i bambini alla conoscenza li allontaniamo. Accade perchè non li ascoltiamo, perchè siamo poco umili e sopratutto perchè siamo un po’ vigliacchi.

Eh si ,perchè ci vuole coraggio a cambiare, a fare quello che gli altri non fanno e allora se tutti propinano la Divina Commedia ad un ragazzo delle medie lo faccio anche io. Comodissimo!

Non importa che finita la scuola uno dei massimi desideri degli adolescenti sia quello di andare a cercare Dante ALighieri per picchiarlo, per il tempo che ha rubato ai loro interessi, per il suo linguaggio così difficile da capire e lontano dal loro. E poi sto Dante non lo trovi neanche su youtube e questo è proprio difficile da perdonare.

Considero la Divina Commedia una delle poesie più belle che l’uomo abbia mai realizzato e mi auguro proprio che tutti possano beneficiare di questa bellezza.

Ma siamo sicuri che la strada sia quella di imporlo in un momento in cui ai ragazzi di Dante e della poesia interessa poco? E se fossero Caparezza o Fedez a condurci a Dante? La motivazione è un ingrediente necessario per un reale apprendimento e la motivazione nasce dagli interessi e dalle passione di ciascuno di noi e i ragazzi non fanno eccezione.

“Devi fare ciò che ti fa stare bene”

dice il grande Caparezza, ma la stessa cosa ce la racconta uno studio condotto ad Harvard da Mihaly Csikszentimihaly. Secondo questa ricerca per entrare in uno stato di flusso (the flow ) è necessario fare quel che ci appassiona e che corrisponde al nostro talento, e quando siamo nel flusso raggiungiamo le più grandi performance in qualsivoglia attività stiamo compiendo, anche studiare. Anche le neuroscienze dicono che affinché l’apprendimento risulti efficace è necessario che esso sia accompagnato da emozioni piacevoli come la gioia e l’entusiasmo.

Insomma da Caparezza ad Harvard il coro è unanime e ci invita ad avere il coraggio di ascoltarli, di non giudicarli, di amarli per quel che sono, incondizionatamente. Fa bene ai ragazzi, farà bene a tutti noi e se Caparezza ha ragione.

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