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IL PICCOLO UOMO NON CONOSCE L’INVIDIA

Di Paolo Mai

L’educazione emozionale presuppone una strategia sistemica. Non basta fare ogni giorno un’ora di educazione emozionale a scuola , non basta lavorare in ogni momento della quotidianità scolastica con questo approccio.

Per fare si che essa esprima tutto il suo enorme potenziale per il benessere e lo sviluppo armonico dei bambini è necessario lavorare con le famiglie ed è fondamentale iniziare un percorso formativo con tutti quelli che con i bambini lavorano.

Il primo passo per formare i tanti adulti che non hanno intrapreso questo cammino è presentare loro le emozioni. Tutte loro sono dei segnali esistenziali e ciascuna di loro ci manda un messaggio peculiare che se riusciamo a decodificare puo’ migliorarci come persona e sopratutto puo’ farci sentire meglio.

Oggi ho pensato molto alla signora invidia e allora vorrei presentarvela un po’. Non esistono emozioni negative , tutte ci servono a qualcosa e ci offrono strumenti e motivazioni importanti per muoverci (emozioni: ex moveo, mi muovo da ) nella direzione dell’evoluzione del nostro essere umani.

Lei come le altre non è quindi certo dannosa anche se nel comunicare con noi ci fa provare una sensazione poco piacevole. Accogliere questa spiacevolezza significa avere un’energia maggiore per muoverci e crescere.

La signora invidia semplicemente ci comunica che qualcuno ha qualcosa che vorremmo avere anche noi. Di fronte a questo messaggio abbiamo due diverse opzioni, due diverse gestioni di essa. Una nociva per noi e per gli altri, l’altra salutare e costruttrice di virtù. E’ fondamentale per fare la scelta giusta avere una sana autostima e credere pervicacemente nella forza dell’amore . La persona che sa amare e che ama se stessa sa benissimo come trattare la signora invidia. La ringrazia per la comunicazione e la lascia andare concentrando i propri sforzi per migliorare se stessa e ottenere quel qualcosa che desideriamo. Chi invece ha una cattiva reputazione di sè ed è avvezzo  alla guerra più che alla pace non la sa proprio trattare e indirizza le sue energie non per elevarsi ma per affossare colui che possiede quel che vorremmo avere. Le conseguenze delle due opzioni sono sotto gli occhi di tutti e sono disegnate nei volti di tutti noi.

Dovremmo innalzare altari alla signora perchè essa ci comunica che c’è sempre da migliorare, ci costringe ad essere vivi e ad accettare la nostra meravigliosa imperfezione. Ed è proprio l’ambizione ad essere perfetti, ad essere i numeri uno che ci frega. Ed è proprio così che l’invidia cessa di essere una spiacevole comunicazione fugace per diventare un pesante abito che non ci molla mai e disegna nel nostro volto rughette tipiche che nessun trucco potrà mai occultare.

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