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I COMPITI A CASA? UNA FOLLIA

 

di Paolo Mai

I bambini e le bambine in Italia trascorrono circa 900 ore a scuola ogni anno. Siamo tra i paesi europei dove si passa maggior tempo dietro ad un banco ma nonostante questo non eccelliamo né per il rendimento scolastico né, ahimè, per il benessere dei nostri studenti. Come se non bastasse alcuni insegnanti, non di rado con il placet delle famiglie, decidono di dare i compiti a casa o per le vacanze. Faccio veramente fatica a trovare una giustificazione a tale comportamento che reputo insensato e dannoso. Qualcuno si giustifica dicendo che il tempo a scuola non è sufficiente e che altrimenti non si riesce a finire il programma. Mi ha risposto così per esempio una signora maestra che quest’estate ha giudicato idonee le mie tre belle creature durante l’esame di fine anno. Ho faticato tanto a contenere la mia rabbia e il mio disgusto per non complicare la situazione. Non è sufficiente????? Potremmo pensare di farli pernottare direttamente a scuola e magari concedere loro la domenica per fare quelle altre cosucce che ahimè toccano ai bambini: avere una famiglia, del tempo libero, curare le proprie passioni, fare sport, giocare con gli amici. Il programmaaaaa? Sono oltre 30 anni che non esiste in Italia il programma e le Indicazioni Nazionali del Ministero non invitano certo alla fretta. Possibile che nessuno l’abbia informata che Terenzio Mamiani non è piu’ il ministro dell’istruzione e che il governo Cavour è caduto ormai da un po’?

Penso che possiamo dire che questa giustificazione non nutra di solide basi a sostenerla.

Qualcun altro lo fa semplicemente perchè è una prassi consolidata e se cosi’ fan tutti non posso che adeguarmi.

A costoro vorrei proporre un corso intensivo sul concetto di libertà e di responsabilità

“L’uomo libero è già un passo verso la felicità. L’uomo libero dalle opinioni altri lo è ancor di più” diceva Epicuro invitandoci a scegliere non in base a ciò che fanno o pensano gli altri ma magari ascoltando la voce del nostro cuore così saggia nell’indicarci cosa sia giusto fare.

Essere responsabili significa etimologicamente” impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano”. Ora mi chiedo cosa puo’ nascere di buono dal costringere bambini già stanchi e tediati a fare compiti spesso noiosi durante il pomeriggio. Perchè non chiedete loro cosa si sentono? Cosa rimane loro di tutto quello che hanno studiato in quel tempo rubato alla loro felicità?

Beh sono certo mi sfugga qualcosa e resto qui felice ad aspettare qualcuno che mi illumini. Nel frattempo mi piace raccontarvi che nella nostra scuola “Piccola Polis” i compiti non si danno quasi mai e dico quasi mai perchè i bambini di tanto in tanto se li danno da soli  incuriositi da alcune esperienze fatte la mattina. Ecco, questo tipo di compiti fanno proprio bene perchè nascono da un loro interesse, da una loro motivazione e allora si che quel tempo speso in tali faccende è un tempo prezioso per l’apprendimento e per il benessere.

A quelli che stanno preparando risposte taglienti e arrabbiate do un’ultima informazione appena scoperta durante un corso di Neuroeducazione che sto svolgendo presso un’Università argentina. Secondo  tutti gli studi delle neuroscienze un bambino non apprende nulla se non è motivato (internamente, la paura per un brutto voto nun vale), se l’esperienza di apprendimento non è accompagnata da emozioni piacevoli ( di nuovo paura, noia, tedio , vergogna nun valgono), se non ha la possibilità di muoversi e giocare per una buona parte della giornata ( questo vale per i bambini fino ai 112 anni ), che il riposo è fondamentale per  radicare nella memoria a lungo termine le conoscenze acquisite precedentemente e che se nel cervello di un essere umano gira cortisolo ( l’ormone dello stress) è impossibile imparare alcunchè.

Sperando di non avervi stressato vi assegno un compito importantissimo. Provate ad essere felici, scommetto che presto vi accorgerete dell’insensatezza di dare dei compiti a casa.

Un papà che ha la fortuna di avere dei figli che hanno tempo a disposizione per lui.

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