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I BAMBINI HANNO BISOGNO DI MOVIMENTO

 

In Italia un bambino/a su cinque è obeso (1) e questo è dovuto sia a una dieta poco salutare che alla mancanza di attività fisica.

L’attività fisica contribuisce non solo a prevenire le malattie croniche non trasmissibili, ma anche a sostenere e rafforzare il benessere psico-fisico e la qualità della vita in tutte le fasce di età. (2 )

Seppure per fortuna la tendenza è verso un miglioramento della situazione di certo è auspicabile un intervento piu’ incisivo delle istituzioni. Le due ore di educazione fisica alle elementari sono sicuramente una bella notizia ma rispondono solo in minima parte al bisogno fondamentale dei bambini di muoversi.

Pensate che in FInlandia ogni 30 minuti di attività curricolare ( spesso non statica ) i ragazzi hanno 15/20 minuti di attività all’aperto e questo incide positivamente non solo sul benessere psicofisico ma anche sull’apprendimento.

Diverse ricerche neuroscientifiche hanno infatti dimostrato che attraverso il movimento il rendimento del nostro cervello migliora. Questo accade, come ci spiega il neuroscienziato David Bueno, poichè attraverso l’ attività fisica produciamo un neurotrasmettitore molto prezioso che chiama “Irisina ” il quale migliora la funzione esecutiva del nostro cervello, in particolare la capacità di concentrazione. (3 )

Vivere maggiormente in natura limitando il tempo trascorso nelle aule e nelle stanze potrebbe essere una fantastica soluzione anche perchè per i bambini occidentali si comincia a parlare di “deficit di natura “, il quale sembra essere una delle cause di alcuni “disturbi” ( non amiamo chiamarli così ma così vengono chiamati ) come il deficit di attenzione o l’iperattività ( 4 ).

Ad impedire un cambiamento di rotta incidono diversi fattori : l’iperprotezione cui sottoponiamo i piccoli, l’abuso di schermi di vario genere, e la paura di alcune/i insegnanti i quali preferiscono non uscire per paura che si facciano male e che magari arrivino denunce.

Come sempre il cambiamento richiede cultura e coraggio. Condividere informazioni è fondamentale ma lo è ancor di piu’ correre qualche rischio in vista del benessere delle nuove generazioni. D’altronde educare presuppone coraggio e responsabilità e se non corriamo qualche rischio nulla cambierà, educare è per sua natura rischioso, nel momento in cui ci occupiamo di bambini e bambine stiamo incidendo sul loro presente e sul loro futuro e ci pare sinceramente troppo rischioso continuare a negare questo diritto fondamentale dell’infanzia.

 

(1)  http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/salute_bambini/medicina/2018/05/24/bambini-italiani-tra-i-piu-obesi-deuropa-il-38-delle-femmine_010d90c6-32d0-44d8-be1e-aa6b0813a1c3.html

(2)  https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/17_novembre_16/movimento-salute-vita-sedentaria-74d4b770-caf3-11e7-a620-094e937d3889.shtml

(3)

(4) Richard Louv , L’ultimo bambino dei boschi ”

di Paolo Mai

 

 

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