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AI BAMBINI NON BASTANO LE PAROLE, meritano case, scuole e città a loro misura

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Tutti concordiamo nel dire che investire nell’educazione è fondamentale per il benessere della società. Non c’è genitore o maestro che non veda nella felicità dei bambini il desiderio piu’ grande.

Tutto molto bello e condivisibile ma poi ?

Nel concreto quanto uno stato investe nella scuola e nelle politiche di sostegno alle famiglie ?

Quanto pensiamo ai bambini quando progettiamo una scuola, una casa o una città ?

Per fortuna i bambini non sentono i nostri discorsi altrimenti ci etichetterebbero tutti o quasi come incoerenti e ingannatori.

Un bambino ha bisogno di poter vedere il cielo ogni giorno, di un ambiente dove correre ed esplorare col corpo la vita, ha bisogno di ritmi lenti, di ascolto, di fiducia intorno a lui , di stare del tempo con i propri genitori.

La nostra risposta ?

Ci sono città dove il cielo lo puoi vedere solo salendo sul terrazzo e comunque da lì non si possono vedere neanche le stelle perchè c’è troppa luce. Trascorrono la maggiorparte della loro quotidianità dentro una scatola, con pareti e soffitti soffocanti. Luoghi dove non c’è un metro lineare a disposizione per correre, saltare ed esprimere la propria gioia. Devono stare in silenzio altrimenti si crea confusione e spesso non hanno nemmeno l’ora d’aria. vivono in case dove si sentono spesso dire ” quello non si tocca che si rompe, stai lontano da lì che è pericoloso ” e vedono il lavandino come un’alta montagna da scalare. In un contesto del genere si nutrono di paura, di ansia, pensano che la vita sia un proprio pericolosa e difficile.

I loro genitori lavorano e lavorano ( sto facendo outing ) e alcune volte non hanno il tempo ed il modo di condividere con loro le loro scoperte, i loro progressi, le loro emozioni. Noi grandi non di rado arriviamo a casa svuotati di energie e in quel poco tempo , non di rado, non vediamo l’ora che vadano a dormire per concederci anche noi un po’ di meritato riposo.

Domenica mi è capitato di andare in un centro commerciale, esperienza per me molto rara, ed era piena di bambini rilegati in uno spazio gioco superaffollatto e evidentemente sovraeccitati e di adulti sorridenti pieni di buste, spesso con il capo chino sullo smartphone.

Ora, spero conveniamo tutti che tutto questo sia poco funzionale per il benessere dei nostri bambini e lungi da me puntare il dito contro qualcuno, sono il papà piu’ imperfetto del mondo e conosco le difficoltà della vita ma possiamo dirci che dobbiamo cambiare qualcosa ?

Se proprio non riusciamo a mostrargli il cielo possiamo almeno evitare di dire che i bambini sono la cosa piu’ importante che abbiamo ?

Forse sarebbe il primo passo di un cambiamento che tutti desideriamo molto

con tristezza ma con fiducia

Paolo Mai

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