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Hanno veramente un senso i voti ? Per noi nessuno e vi spieghiamo perchè

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Votum in latino significa dono , offerta   e ci sentiamo di dire che nella pratica scolastica basata sui voti ha assunto un significato ben diverso da quello etimologico.

Il voto è una maniera di giudicare il bambino o il lavoro che egli ha compiuto e la domanda nasce spontanea : ” Questa pratica è veramente utile ai fini dell’apprendimento e del benessere di chi lo riceve ? ”

A nostro modesto parere assolutamente no, anzi lo reputiamo qualcosa di inutilmente dannoso.

Le neuroscienze ci dicono che i bambini sono esseri autopoietici . Questo termine coniato dal grande sociologo e filosofo cileno  Humberto Maturana sta a significare che i bambini, esattamente come ogni altro seme in natura, contengono in se, in potenza ,tutto cio’ che serve loro per autorealizzarsi. Humberto Maturana evidenziava, un po’ come sta facendo l’epigenetica, l’importanza cruciale delle relazioni del singolo con l’ambiente circostante. Cio’ di cui ha bisogno un bambino, così come un seme, è di un ambiente adatto ad autorealizzarsi . Partendo da questo presupposto possiamo tranquillamente dedurre che non esiste un bambino sbagliato e che se un bambino non riesce a svolgere un compito la causa è da ricercarsi probabilmente  nell’ambiente intorno a lui che magari non è riuscito a motivarlo o che ha frapposto tra lui e il suo naturale anelito alla conoscenza ostacoli insormontabili. Per intenderci se l’ambiente umano intorno a lui fa nascere paura o rabbia o vergogna lui non ha risorse celebrali ed emotive da destinare all ‘apprendimento. Chi di noi riesce a comprendere un testo se il suo pensiero è assorbito dalla tristezza o dalla rabbia ?

Oppure se poniamo un bambino di fronte ad una prova su un argomento che non suscita il suo interesse e che non attiva la motivazione interna sarà difficile per lui riuscire. Non esiste infatti apprendimento e anche questo lo confermano le neuroscienze  se il processo non parte da una motivazione interna. A tal proposito vi vorremmo consigliare una lettura veramente preziosa ” Yo aprendo porque quiero ” di J. Vargas.

Un altra ricerca molto interessante del neuroscienziato Pascual Leone ci dice chiaramente che se un bambino è motivato e si impegna  ( ed è naturale impegnarsi per qualcosa per noi interessante ) nessun traguardo per lui impossibile. Uno studio del MIT ( Massachussets Institute of Technology ) , l’università di ricerca probabilmente piu’ rinomata al mondo, ci dice che il flusso elettrotermico di uno studente , il quale misura la vitalità celebrale, sale alle stelle se uno studente puo’ cimentarsi in progetti di suo interesse, meglio se in laboratorio ( facendo, ruolo attivo nell’apprendimento ) insieme ad altri studenti che condividono l’interesse, mentre è minimo se deve seguire una lezione strutturata con la modalità della lezione frontale su un argomento che non lo appassiona. ( per approfondire https://www.youtube.com/watch?v=zQIx8r_QmNI )

Alla luce di tutto questo possiamo dire che giudicare un bambino con un voto non è proprio saggio. Magari non è riuscito perchè era triste o perchè poco interessato all’argomento e quindi scarsamente motivato.

Cosa pensa un bambino che riceve un 4 in un’interrogazione magari effettuata il giorno dopo una lite tra i genitori a casa ?

A conclusione ci piace sottolineare che forse sarebbe saggio giudicare un bambino , se proprio dobbiamo farlo,  solo in relazione all’impegno che ci mette e non a come ha svolto il compito. Questo puo’ non dipendere da lui e allora forse meglio un po’ di cautela.

Capiamo benissimo le difficoltà di andare contro un sistema consolidato ma noi maestri , noi genitori, siamo nati per una missione fondamentale per tutta la società e non dobbiamo rinunciare a questa opportunità.

Ce lo meritiamo, se lo meritano i bambini

 

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