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I BAMBINI CHE VIVONO ALL’ARIA APERTA SI AMMALANO DI MENO ? DIPENDE

Che vivere all’aria aperta possa aiutare a prevenire malattie o malesseri di stagione è fuor di dubbio e dopo diversi anni di sperimentazione non possiamo che confermarlo.

Attenzione pero’ a non cadere nella trappola della semplificazione e a non perdere di vista uno sguardo globale della situazione. Isolare un fattore nell’analisi di un contesto puo’ essere utile ma senza perdere di vista tutte le variabili che compongono una qualsivoglia esperienza umana.

In questi ultimi 20 anni abbiamo lavorato sia con l’approccio piu’ diffuso e che prevede buona parte del tempo trascorso in un’aula sia con quello outdoor in cui il 90% del tempo viene trascorso fuori. Quello che abbiamo visto è che i bambini che hanno sperimentato questo secondo approccio si sono ammalati sfacciatamente di meno. Il fuori aiuta, perchè per un virus l’ambiente ideale per proliferare è un luogo chiuso abitato da tante persone con un temperatura dai 18 gradi in su. Sinceramente pero’ pensiamo non sia solo questo a garantire un miglior stato di salute e anzi non pensiamo sia il fattore che piu’ incida. Crediamo che l’aspetto che piu’ prevenga la malattia sia soprattutto il benessere emotivo e relazionale dei bambini e questo ha una spiegazione scientifica. Quando viviamo un’esperienza con gioia, con serenità o qualsiasi altra emozione piacevole il nostro corpo si trova in ” modalità creativa” che significa che il sistema simpatico e parasimpatico sono in equilibrio. In questi condizioni il sistema immunologico funziona meglio e  le cellule si riproducono a maggior velocità. Quando viviamo invece emozioni spiacevoli, quelle che magari possono derivare da relazioni sociali poco sane o semplicemente dal non voler fare una cosa, il sistema simpatico ( deputato a gestire le emergenze ) prende il sopravvento disattivando il parasimpatico ed in questa situazione il sistema immunologico non funziona al meglio. Tradotto significa che se un bambino ( ma anche l’adulto) vive il fuori accompagnato da emozioni spiacevoli è assai probabile che le virtu’ dell’ outdoor vengano annullate e l’ammalarsi diventi una concreta possibilità . Per questo motivo nel nostro progetto abbiamo previsto anche un confortevole spazio interno e prima di iniziare l’avventura di immersione nella natura prepariamo bambini e soprattutto famiglie a questa esperienza e comunque lasciamo sempre la possibilità al bambino di stare dentro. Nella realtà accade raramente che un bambino voglia stare dentro e  anche in condizioni di pioggia o temperature basse preferiscono uscire, ovviamente con il giusto vestiario. Insomma oltre agli slogan ,che sicuramente possono aiutare se si tratta di sfatare un tabu’ o attivare un ragionamento condiviso, c’è la realtà che è sempre complessa e che reclama un’analisi globale. Viva il fuori ma solo se accompagnato dalla gioia 😉

di Paolo mai

fondatore dell’Asilo nel Bosco e Piccola Polis

maestro ed esperto di educazione emozionale, neuroeducazione e outdoor education

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