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Trascorrere del tempo in natura migliora il benessere e il rendimento scolastico

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Tutti concordiamo sui benefici psicofisici dello stare in natura  soprattutto se esso è associato a del movimento . Le neuroscienze e la scuola finlandese stanno invece evidenziando quanto questo possa aiutare alunni e alunne a raggiungere un miglior rendimento scolastico. In Finlandia è pratica diffusa intervallare le esperienze piu’ propriamente curricolari con del tempo libero da trascorrere in natura ,nonostante la Finlandia non abbia le stesse condizioni climatiche del nostro Belpaese. Le insegnanti hanno potuto verificare di come, una volta rientrati in classe ,studenti e studentesse riescano a concentrarsi meglio e ad essere piu’ attenti. In particolare a funzionare meglio è l’attenzione esecutiva , proprio quella che utilizziamo come atto volontario per riuscire a svolgere un compito o a studiare un argomento. Tutto questo accade grazie ad un neurotrasmettitore tanto prezioso che si chiama irisina , attivato nel nostro cervello dal movimento ( 4 minuti di attività aerobica sono già sufficienti ) *, il quale migliora la funzione esecutiva del cervello, situata nella corteccia prefrontale, in particolare proprio la capacità di focalizzarsi.

Quando focalizziamo l’attenzione in un’attività per un tempo prolungato diminuisce invece la liberazione di alcuni altri neurotrasmettitori i quali ci permettono di sentirci energizzati, per questo sentiamo una certa fatica mentale. Una semplice passeggiata in un ambiente naturale ci aiuta a ricaricare di energia questi circuiti celebrali che permettono di recuperare un miglior funzionamento della memoria e dell’attenzione, migliorando i processi cognitivi ( Bauman, 2009).

Alcuni studi come quelli di Taylor e Kuo ( 2009 ) evidenziano come tale pratica sia molto utile anche con i bambini con diagnosi di Iperattività. Venti minuti in un parco fanno si che si concentrino molto di piu’ nelle esperienze che andranno a svolgere immediatamente dopo, rispetto allo stesso tempo trascorso in un contesto urbano. In generale , affermano gli stessi ricercatori in uno studio del 2011,  quando questi bambini giocano regolarmente in uno spazio verde si riducono drasticamente i sintomi dell’iperattività.

Insomma appare evidente come il bisogno di natura sia prioritario per i nostri studenti, ora non ci resta che tenerne conto 😉

Paolo Mai

 

 

 

*https://www.youtube.com/watch?v=yePa8Zmmrxw&t=1s

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