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CARA MINISTRA , ISTITUIAMO ALMENO UN’ORA D’ARIA NELLE SCUOLE ?

Durante una conferenza internazionale sull’educazione organizzata dall’Asilo nel Bosco, il maestro Darren Lewis , un’istituzione nel suo Galles , ha raccontato che nel suo paese un bambino a scuola ha meno spazio a disposizione di un carcerato in prigione o di un animale allo zoo. Mi sono sempre rifiutato di fare una ricerca sulla situazione italiana forse perchè avevo paura di scoprire che la nostra situazione fosse simile a quella del paese del Regno Unito.  Da quel momento un altro tarlo si è insediato nella mia testa. La similitudine tra lo scolaro e il carcerato mi ha fatto subito pensare all’ora d’aria, un diritto garantito a chi sta in prigione e non a chi sta a scuola . Ricevo sempre molte mail e messaggi da famiglie e insegnanti, ed in questi giorni, in cui molti si stanno dedicando a delle passeggiate in natura, diverse persone mi hanno raccontato della gioia dei bambini, alcuni dei quali vivono la quotidianità scolastica tra quattro mura senza neanche la possibilità di uscire quei dieci minuti a ricreazione. E allora il tarlo si è riattivato spingendomi a tirar fuori un po’ della rabbia che mi provoca l’assenza dell’ora d’aria a scuola, scrivendo due righe e condividendo pensieri ed emozioni . Un bambino che non si puo’ muovere vive una situazione di malessere fisico e psichico, quando non vede il cielo si perde il gusto della libertà , se non vive le lente metamorfosi della natura, i magici meccanismi che la regolano, si perde una chiave di lettura fondamentale per comprendere la vita, se il suo sguardo trova sempre delle pareti ad accoglierlo si abitua a rinunciare alla bellezza. I bambini nascono con gli occhi spalancati per la bellezza che incontrano fuori dall’utero materno, lo sguardo della mamma e del papà e un mondo tutto da scoprire. L’emozione che piu’ li accompagna in questo prezioso viaggio pieno di cose nuove è la meraviglia e di essa si nutre la loro immensa curiosità. Poi qualcuno inizia l’avventura della scuola , dove trascorre gran parte della sua giornata , e questa curiosità lentamente si spegne per lasciare spazio ad un tedio prolungato. E’ ovvio che dietro a questa situazione ci siano delle responsabilità, della scuola, delle famiglie, dello stato, mie, ma non è su questo che voglio focalizzarmi.  Reputo un esercizio abbastanza inutile e presuntuoso quello di dare la caccia al colpevole e allora mi chiedo cosa fare per garantire questo diritto ai bambini. Da maestro e da formatore, da diversi anni proprio a fare la mia parte. Ho fondato un asilo nel bosco, e una primaria e una secondaria che vivono la natura come luogo d’apprendimento privilegiato, nei week end vado in gira per tutta Italia a raccontare la necessità sul piano pedagogico di vivere all’aria aperta, le ricerche neuroscientifiche che lo certificano e non ho nessuna intenzione di smettere, lo sento come un dovere morale. Poi oggi il tarlo si è riattivato e allora ho pensato di provare a scriverle cara Ministra, magari in qualche maniera la mia preghiera arriva alla sua attenzione. Le confesso una certa diffidenza nelle Istituzioni e allora scrivendole  magari prendo pure due piccioni con una fava e lei riesce in un colpo solo a fare un dono a tutti i bambini e alle bambine e a mostrarmi che la mia opinione sulle istituzioni è solo uno dei tanti pregiudizi che ho . Basta poco Ministra cara, renda obbligatoria almeno un’ora d’aria , magari ci accorgiamo , come già hanno scoperto in Finlandia, che lo stare fuori non migliora solo il benessere ma pure l’apprendimento .

Fiducioso come sempre, le mando un abbraccio

Paolo Mai

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