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NON POSSIAMO ASPETTARCI CHE A MIGLIORARE LA SCUOLA SIA LA POLITICA

Questi ultimi tre mesi sono stati come una grande lente d’ingrandimento che ci ha mostrato chiaramente certe dinamiche non certo nuove nella storia . I bambini, l’educazione a parole sono importantissimi, nei fatti non valgono nulla .I piu’ grandi cambiamenti virtuosi della società sono quasi sempre scaturiti da qualche folle che si è ribellato all’ordine costituito, sono proseguiti con la diffusione nella società civile di quegli ideali che quei folli con coraggio facevano brillare e sono terminati con un’azione di massa che ha costretto la politica ad accogliere quei cambiamenti. Aspettarsi che sia la politica ad attivare quel cambiamento, tanto auspicato da molti nel mondo della scuola, è come confidare che sia la Monsanto a promuovere una battaglia contro la chimica in agricoltura. Per carità ognuno è libero di credere quel che vuole e la vita non smette mai di sorprenderci ma a me pare sinceramente poco lungimirante attendere passivamente che dall’alto nascano quelle iniziative che possano migliorare la scuola . Dipende da noi e solo da noi. Complici di una politica, che come al solito fa l’interesse di quei pochi che governano il mondo, siamo tutti noi che restiamo indifferenti, che ci facciamo anestetizzare da mirabolanti promesse e dichiarazioni d’intenti e che soprattutto deleghiamo ad altri la cura del bene piu’ prezioso: i nostri figli. Che succederebbe se domani tutti scendessimo in piazza ( per carità con mascherine e a debita distanza ) a dire ” Noi a scuola, a queste condizioni, non ci mandiamo i nostri figli ? ” .  E non mi riferisco solo alle DAD o ai muri di plexiglass. Penso invece a tutte le basi su cui si basa l’approccio educativo della scuola italiana, penso agli spazi, alla gestione del tempo, all’organizzazione, alla didattica. E’ assurdo che i nostri bambini trascorrano 8 ore dentro un’aula, è assurdo che si debba correre a finire un programma lasciando indietro parte della classe, è assurdo che per 25 bambini ci sia un’insegnante, è assurdo che tutti i bambini debbano percorrere lo stesso sentiero d’apprendimento e su questo vengano anche giudicati. Quale il fondamento pedagogico di queste pratiche. Quale il fondamento pedagogico delle lezioni frontali? della suddivisione del sapere in materie ? del ruolo passivo degli studenti nel processo d’apprendimento ? dell’attenzione quasi esclusiva all’aspetto cognitivo ? Come è possibile che gli insegnanti non siano formati e non siano stimolati a prendersi cura dell’aspetto emotivo e relazionale ?

Sappiamo benissimo su quali basi costruire la nuova scuola quel che ci manca è il coraggio è di pretendere il cambiamento e possiamo farlo, anche domani volendo.

Chi nega che la scuola sia stata costruita per rafforzare il predominio dei pochi sui piu’ o è ignorante ( nel senso che ignora ) o è complice , non ci sono altre opzioni. Alla prima opzione proviamo a porre rimedio invitandovi a vedere il documentario ”La educacion prohibida” dell’amico German Doin che ci spiega benissimo quando , come è perchè è nata la scuola pubblica gratuita e obbligatoria, oppure a leggere il libro ”Diseducazione” di Noam Chomsky dove il docente del Mit ci racconta della Commissione Trilaterale voluta da Jimmy Carter con lo scopo tra l’altro di costruire una scuola che non cadesse in derive democratiche . Se vi va potete cercare su zio Google le parole pronunciate in Parlamento da Guido Baccelli , il ministro della pubblica istruzione italiana che piu’ volte ha ricoperto questo incarico, che disse testualmente nel 1894  ”bisogna insegnare solo a leggere e scrivere, bisogna istruire il popolo quanto basta, insegnare la storia con una sana impostazione nazionalistica, e ridurre tutte le scienze sotto un’unica materia di “nozioni varie”, senza nessuna precisa indicazione programmatica o di testi, lasciando spazio all’iniziativa del maestro e rivalutando il più nobile e antico insegnamento, quello dell’educazione domestica; e mettere da parte infine l’antidogmatismo, l’educazione al dubbio e alla critica, insomma far solo leggere e scrivere. Non devono pensare, altrimenti sono guai!”. 

Già che state dallo zio digitate David Spritzler magari la storia di questo giovane ci da coraggio .

Se qualcuno sta provando ad appiccicarmi l’etichetta di complottista che lo faccia pubblicamente e me lo faccia sapere, sapendo che lo invitero’ ad un incontro a reti unificate per parlarne

Ah dimenticavo , non aspettatevi nulla nemmeno, da chi nella scuola ha assunto posizioni di prestigio, o almeno dalla maggiorparte di essi, quelli si sono venduti per due soldi e non alzeranno mai le natiche dai loro comodi e sporchi divani . Il loro misero quanto strabordante ego gli impedisce di godere della bellezza della libertà.

Vi saluto con le parole di un grande maestro contemporaneo che sintetizza benissimo il mio pensiero

” Svegliatevi italiani brava gente
qua la truffa è grossa e congegnata
lavoro intermittente
solo un’emittente
pure l’aria pura va pagata
In giro giran tutti allegramente
con la camicia nuova strafirmata
nessuno che ti sente
parli inutilmente
pensan tutti alla prossima rata
Soldi pesanti d’oro colato
questo paese s’è indebitato
soldi di piombo soldi d’argento
sono rimasti sul pavimento
e la poesia cosa leggera
persa nel vento s’è fatta preghiera
SI SPRECA LA LUCE SI PASSA LA CERA
SOPRA IL SILENZIO DI QUESTA GALERA
In giro giran tutti a pecorone
sotto i precetti della madre chiesa
in fila in processione
in fila in comunione
in fila con le buste della spesa
Giovanni grida solo per la via:
“fermatevi parliamo di poesia”
ma tutti vanno avanti
contano i contanti
minaccian di chiamar la polizia”

Alessandro Mannarino

P.S. Non lasciamo solo Giovanni 😉

Daje

Paolo Mai

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