Piccola Polis – scuola primaria e secondaria di I° grado

Progetto Piccola Polis

E’ partito a settembre 2017 ad Ostia Antica la primaria e secondaria di primo grado “Piccola Polis” un progetto nato da una collaborazione tra “L’asilo nel Bosco” e “Una scuola”.

“L’asilo nel bosco” attivo ormai da 5 anni, propone una didattica in natura, basata sull’esperienza diretta e il gioco e ospita circa 70 bambini e bambine, mentre “Una Scuola” è un manifesto pedagogico elaborato da due ricercatrici dell’università Bicocca di Milano, Monica Guerra e Francesca Antonacci” che sarà oggetto di una sperimentazione anche in una scuola pubblica a Varese.

L’idea è quella di costruire una scuola ispirata ad alcuni modelli virtuosi del passato ma attenta alle innovazioni pedagogiche.  In questa scuola non ci saranno, voti, pagelle e compiti a casa e non si ragionerà nell’ottica delle materie ma in quella di esperienze globali in grado di far lavorare il bambino nelle diverse discipline. Le ricerche delle neuroscienze ci dicono chiaramente che l’apprendimento nasce e si consolida allorquando i bambini, all’interno di una relazione amorevole con la maestra, ognuno nel suo tempo e col proprio ritmo, si approcciano ad esperienze che corrispondono al proprio interesse. Per questo motivo visto che la scuola è un luogo pensato per l’apprendimento abbiamo immaginato percorsi individuali e specifici per ciascuno dei nostri studenti.

Abbiamo iniziato l’anno scorso con 30 bambini dalla prima alla quinta, oggi ne abbiamo 42 compresi 3 bambini di scuola secondaria di primo grado. Nella prima parte della mattinata 5 maestre e maestri si occupano di loro, concentrandosi sull’aspetto relazionale, su quello emozionale e sulla parte più propriamente curricolare. Le indicazioni ministeriali sono per noi un orizzonte da seguire ma con una didattica basata sull’esperienza diretta, il gioco e la maieutica. In questo processo le domande sono al centro, sia quelle che naturalmente i piccoli si pongono sia quelle che le maestre sanno sollecitare in relazione anche agli obiettivi ministeriali. Si può imparare a leggere e a contare attraverso dei giochi e attraverso esperienze significative che sfruttando la partecipazione emozionale dei bambini  garantiranno gioia e vitalità al processo di apprendimento.

Nella seconda parte della mattinata, e poi anche nel pomeriggio, dopo un giusto tempo per la merenda e il gioco libero, sono i bambini a scegliere tra diverse proposte: musica, danza, teatro, sport, lettura nella biblioteca, orto, lavoro con gli animali, sperimentazioni nel laboratorio scientifico o nella stanza della tecnologia. Trovano in questi luoghi persone appassionate che sanno trasmettere l’amore per quella particolare disciplina.

Le numerose gite sul territorio (una a settimana) permettono ai bambini di appassionarsi di storia, geografia, scienze ed arte.

Il pomeriggio invece c’è lo spazio e il tempo in cui sono i bambini a proporre attività o ricerche di gruppo, oltre ad avere sempre delle proposte laboratoriali fatte dai maestri. Questo momento ci pare particolarmente importante visto che i piccoli di oggi hanno già giornate iper-programmate  e in questo quadro stanno smettendo di farsi una domanda fondamentale per essere felici. “Ma cosa mi piacerebbe fare?“. Mancando questa domanda stanno perdendo la capacità di gestirsi autonomamente e di tracciare il proprio originale e inimitabile processo di crescita.

Ovviamente la natura è la nostra maestra preferita, l’asilo nel bosco ci ha mostrato chiaramente che nessuno più di lei riesce a mantenere viva la curiosità, che è il motore principale dell’apprendimento e quindi il luogo che ci ospita è immerso nella natura, vicino al fiume, tra i campi coltivati e con diversi boschetti nelle vicinanze. Vicino a noi ci sono anche gli scavi archeologici, il castello e il borgo medioevale di Ostia Antica e anche questi luoghi sono aule della nostra scuola.

L’INNOVAZIONE SOCIALE DEL PROGETTO

Troppo spesso abbiamo come tendenza quella di lamentarci dello stato che non funziona, limitandoci a questo senza porre in campo azioni che possano migliorare la situazione. Noi pensiamo che qualora lo stato manifesti lacune la comunità abbia la possibilità l’opportunità e la forza per creare comunque qualcosa di bello. Noi consideriamo questo progetto “pubblico” nel senso etimologico del termine e cioè “appartenente al popolo”.

La scuola statale offre un modello unico di scuola che non è detto piaccia a tutti, e per questo noi ne abbiamo immaginato un altro finanziandolo grazie alla comunità. Alcune famiglie danno un contributo economico altre mettono in campo le proprie competenze barattando. I progetti paralleli che già sono attivi come la formazione, le domeniche del bosco, le gite, le pubblicazioni servono per garantire la sostenibilità economica. Per noi uguaglianza non significa che tutti danno lo stesso ma che ognuno da quel che può, per questo, come accade nell’asilo nel bosco, alcune famiglie versano una quota sostanziosa che permette a chi non può finanziare il progetto di parteciparvi comunque. Siamo certi che questa formula, così come sta accadendo all’asilo nel bosco, permetta di creare relazioni amorevoli ed efficaci all’interno della comunità. Il progetto è gestito da un’associazione in cui i genitori avranno un ruolo cruciale, l’organo esecutivo che abbiamo chiamato “Giunta del buon governo”(come le comunità zapatiste, che applicano la democrazia diretta) è composto per metà da famiglie e per metà da educatori. Insomma pensiamo proprio che una bella scuola sia possibile.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]