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SIAMO SICURI CHE L’AULA SIA L’AMBIENTE PIU’ FUNZIONALE ALL’APPRENDIMENTO E AL BENESSERE ?

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Uno dei miei maestri preferiti Josè Ortega y Gasset  amava dire che la prima cosa che dovremmo insegnare ai nostri alunni è a dubitare di quel che diciamo e a me pare un consiglio illuminante. Il dubbio è spesso quella lente che ci permette di ampliare una prospettiva , è un prezioso generatore di domande che ci spinge sempre a cercare . Lo stesso filosofo francese affermava ” Rivoluzione non è solo una rivolta contro un ordine preesistente, ma il costituire di un nuovo ordine in contraddizione con quello tradizionale” e se mettiamo insieme questi due pensieri, la nostra strada si illumina e si apre a nuove possibilità . Amo mettere in dubbio le cose ma amo soprattutto immaginare un nuovo ordine possibile delle cose rispetto a quel di cui dubito . E’ questa prassi che da maestro m’ha fatto domandare se l’aula fosse realmente l’ambiente piu’ adatto a rispondere ai bisogni dei bambini e delle bambine con cui lavoro . Come prima cosa ho chiesto proprio a loro di aiutarmi a rispondere a questo quesito . Maria Montessori diceva che per misurare la bontà del nostro agire educativo il miglior termometro è sempre la felicità dei bambini e delle bambine. La risposta che m’hanno dato è stata molto esplicita, per loro non ci sono  dubbi , fuori dall’aula è meglio . Ma il dubbio sempre vivo m’ha spinto a continuare a cercare e ad interrogare la pedagogia , la psicologia positiva , le neuroscienze e anche e soprattutto le Indicazioni Nazionali del Ministero, un testo che fa una meravigliosa sintesi degli apporti di diverse discipline e che dovrebbe guidare l’agire educativo di ogni scuola. Anche qui la risposta è stata unanime, ci sono ambienti sicuramente piu’ funzionali al benessere e all’apprendimento dell’aula. Questo non vuol dire demonizzare l’aula ma criticare la prassi , che a me pare consolidata e diffusa , di considerare queste 4 mura l’unico ambiente , o quasi, dove trascorrere la quotidianità scolastica. Sinceramente non penso si debba rinunciare all’aula ma sono convinto che altri ambienti debbano accogliere i bambini e le bambine nel loro processo di crescita. La misura in cui trascorrere il tempo dentro o fuori non credo si possa stabilire rigidamente e a priori ma dipende da quel che ci dice il termometro e la valutazione del percorso di ciascun bambino . Certo se pensiamo alla scuola dell’infanzia mi pare difficile negare che la natura debba essere il luogo privilegiato dell’educare . Partendo dai bisogni dei bambini, ben evidenziati dalle Indicazioni Nazionali, faccio fatica a pensare che l’aula possa creare condizioni adatte . I grandi movimenti, l’educazione sensoriale, la conoscenza del mondo, la costruzione dell’identità e lo sviluppo della socialità , la creatività sono alcuni dei bisogni fondamentali di questa età. Lascio a voi la risposta alla domanda : ” Per sviluppare queste competenze , meglio dentro o fuori ? ” . I bambini e le bambine in questi 20 anni di esperienza di educazione prevalentemente fuori dall’aula mi dicono chiaramente che maestra Natura è la loro preferita , perchè concede il giusto spazio al corpo, perchè propone esperienze sensoriali ricche, perchè permette sperimentazioni corporee preziosissime per la costruzione dell’identità, perchè li spinge a tirare fuori, grazie ai suoi materiali non strutturati , la creatività, l’immaginazione e il pensiero divergente ma soprattutto perchè , trovare risposta ai loro bisogni , li rende felici e le persone felici , come dice l’educatore catalano Jordi Mateu ” hanno voglia di condividere la loro felicità con gli altri” e questo spalanca loro le porte di una socialità ricca e costruttiva. Altro motivo sicuramente non trascurabile è l’impatto che ha l’ambiente in cui viviamo sullo stato emotivo dei singoli e di conseguenza sul clima generale, terreno imprescindibile da cui fiorisce o muore qualsiasi processo di apprendimento cognitivo ed emotivo. Come ci sentiamo quando stiamo in natura ? Che emozione ci abbraccia quando passeggiamo in un bosco o vediamo un tramonto sul mare ? L’essere umano è parte della natura ad essa è connesso, vibriamo della stessa energia e questo ci pone in una situazione emotiva di serenità, pace, tranquillità . Queste emozioni sono alla base di un clima emotivo funzionale all’apprendimento e al benessere , al contrario di quel che avviene in un luogo chiuso, dove lo sguardo sbatte e non puo’ viaggiare libero, dove la cacofonia che si crea anche solo con tre bambini che parlano, ci pone in uno stato di stress, e lo stress, soprattutto quando è cronico è forse il piu’ grande nemico della conoscenza e dello stare bene . Si potrebbe aggiungere tante altre argomentazioni ma queste mi paiono sufficienti per instillare un salutare dubbio in tutti noi . Parliamone e poi agiamo. L’educazione in natura, l’educazione nel mondo è una grande opportunità e se non la cogliamo ora in questi tempi di pandemia , in cui lo stare fuori di certo non favorisce il virus, perderemmo una grossa opportunità per fare piu’ bella e piu’ giusta la scuola di tutti.

Paolo Mai

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